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Tino Ras, nato a Palermo il 13 ottobre 1929, è Docente di Etica Comportamentale presso l'Università di Varistimi; scrive per diverse riviste, ma le legge anche. Massmediologo, è divenuto famoso dopo la pubblicazione di "Giletti: il meglio di un uomo", un libro sulla storia della Rai. Esperto in diversi settori, ha scritto anche di sport ("Il nuoto è lo sport più completo"), musica ("Il pianoforte è lo strumento più completo") e cucina ("Frutta, verdura e tanto sport").
Dicono di lui: "Chi??"
Dresda t.v.u.k.d.b.
Gesù confido in te
Italia sul Due
katia e ascanio
Per un mondo migliore
www.lamorevincesututto.tk
Fiori d'arancio
Caro amico ti scrivo
Suki Mill

letto *loading* volte
Aiuto alla comprensione
T.V.U.K.D.B. significa "Ti voglio un casino di bene"
Esempi:
(Adesso nn abbiate paura ad accendere il cellullare)

Il valore di un abbraccio
(a tal proposito consiglio l’ascolto di Tu no dei Gemelli DiVersi)
Il bacio dovrebbe appartenere alla seconda categoria, ma quello che una volta era il primo approccio fisico a dimostrazione di un interesse caratterizzato da un’intensità di sentimento, sembra adesso essere diventato un “traguardo di sicurezza”, un contentino psicologico di quei ragazzi (vittime della superficialità degli anni ’80) che la sera nei locali provano a soddisfare il proprio ego cercando una sorta di conferma di poter conquistare l’altro sesso.
credo non dimenticherò mai la frase che mi disse un ragazzo in una nota discoteca di Perugia (non posso dire il nome per ovvi motivi)
“Freghi di qui pia bene: se scaglia a rota…!”
Ragiono a lungo… Rifletto sul sesso, rifletto sull’amore e poi rifletto sul bacio…Penso a tutte queste cose, penso com’erano una volta e come sono adesso…Penso che a tutto ciò preferisco un abbraccio: vero, buono e genuino…

[1] La parola puro non va intesa nel suo senso figurato o con l’accezione religiosa che il termine è andato ad assumere, ma nel suo vero significato di incontaminato
So open up your morning light,
And say a little prayer for I
You know that if we are to stay alive
Then see the peace in every eye...
She had two babies, one was six months, one was three
In the war of '44...
Every telephone ring, every heartbeat stinging
When she thought it was God calling her
Oh, would her son grow to know his father?
I don't wanna wait for our lives to be over,
I want to know right now what will it be
I don't want to wait for our lives to be over,
Will it be yes or will it be...sorry?
He showed up all wet on the rainy front step
Wearing shrapnel in his skin
And the war he saw lives inside him still,
It's so hard to be gentle and warm
The years pass by and now he has granddaughters
You look at me from across the room
You're wearing your anguish again
Believe me I know the feeling
It sucks you into the jaws of anger
So breathe a little more deeply my love
All we have is this very moment
And I don't want to do what his father,
And his father, and his father did,
I want to be here now
So open up your morning light,
And say a little prayer for I
You know that if we are to stay alive,
Then see the love in every eye...

Grazie Paolo
Qui seduto sul letto ripenso a noi,
a quei giorni che il vento ha portato via;
tante sere passate allo stesso bar,
con gli amici che adesso non vedo più.
Il suo sguardo era luce negli occhi miei,
la sua voce era un suono dolcissimo;
quante volte ho pensato di dirglielo,
quante volte ho creduto di farcela.
Ora in macchina a parlare sotto casa sua,
si rideva, si scherzava e non capiva che:
Non capiva che l’amavo,
e ogni volta che soffriva io soffrivo,
quante notti ho pianto senza dire niente,
perché, perché, perché perché:
Non capiva che l’amavo,
e ogni volta che non c’era io morivo
quante notti ho pianto senza fare niente,
e mi nascondevo all’ombra di un sorriso:
NON CAPIVA CHE L’AMAVO...
Il ricordo è una lama nell’anima,
un dolore che brucia senza pietà;
il suo nome vivrà nell’eternità,
come un segno profondo e indelebile.
Ore e ore a soffocare tutto dentro me,
mi parlava, mi guardava e non capiva che:
Non capiva che l’amavo,
e ogni volta che soffriva io soffrivo,
quante notti ho pianto senza dire niente,
fare niente,
perché, perché, perché:
Non capiva che l’amavo,
e ogni volta che non c’era io impazzivo,
quante notti ho fatto finta inutilmente,
e mi nascondevo all’ombra di un sorriso:
NON CAPIVA CHE L’AMAVO...
Non capiva che l’amavo,
e ogni volta che non c’era io impazzivo,
quante notti ho fatto finta inutilmente,
NON CAPIVA CHE L’AMAVO...
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